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Malattie sessualmente trasmesse

Malattie sessuali: disinformazione e sesso non protetto aumentano i rischi
Fanno paura ma spesso non si fa abbastanza per proteggersi. Le malattie sessualmente trasmesse sono sempre più frequenti tra i giovani, ma non solo: chiunque abbia rapporti non protetti corre il rischio di contrarre un'infezione. Ogni anno almeno un adolescente su 20 viene contagiato: l'età di rischio si sta abbassando sempre di più, per via del sempre più precoce inizio della vita sessuale e dell'aumento del numero di partner occasionali. L'estate è un periodo particolarmente a rischio, perché si abbassa la guardia e si diffondono comportamenti disinibiti. Aumentano i rapporti non protetti e spesso chi contrae un'infezione sessualmente trasmessa non se ne accorge, perché i sintomi non compaiono subito. Ciò può avere ripercussioni anche molto serie sulla salute, la sessualità e la fertilità sia dell'uomo che della donna.
Non a caso, a settembre di ogni anno gli ambulatori dei ginecologi italiani registrano un picco di richieste di visite ed esami: gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmesse hanno un boom dopo l'estate, non solo tra i giovani ma anche, sempre di più, nella popolazione adulta. Purtroppo la conoscenza di questi temi è ancora molto lacunosa e uomini e donne risultano poco informati sulla prevenzione. Secondo alcuni sondaggi*, chi non usa il profilattico dice che lo fa perché diminuisce il piacere (45%), mentre quasi un uomo su 10 teme che il preservativo gli impedisca di mantenere l'erezione. Tuttavia, i maschi sanno che il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili è alto (46%). Anche le donne conoscono questo pericolo (52,43%). Fra gli anticoncezionali preferiti da lui, vincono la pillola con il 43% e il profilattico con il 40%. Il 45% del sesso femminile invece preferisce il preservativo al contraccettivo ormonale (32%).
Ancora duri a morire risultano alcuni luoghi comuni sulla contraccezione. L'idea di lavarsi con la coca-cola o il limone dopo un rapporto a rischio per evitare di infezioni sessuali o gravidanze indesiderate è una delle bufale più famose nate negli Stati Uniti e non ha nessun fondamento scientifico. Allo stesso modo non serve ricorrere a saponi aggressivi o irrigazioni vaginali. L'unico modo per evitare i rischi di un rapporto non protetto è affidarsi a metodi contraccettivi sicuri e affidabili e utilizzarli nel modo corretto.
*fonte: GLI ITALIANI E IL SESSO. Indagine della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica FISS

Dall'HIV alla sifilide, ecco cosa si rischia
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, le malattie sessualmente trasmesse sono causate da oltre 30 diversi patogeni, tra batteri, virus, protozoi, funghi ed ectoparassiti. Oltre all'HIV, responsabile dell'AIDS, a preoccupare di più, soprattutto per le possibili conseguenze sulla fertilità e sulla salute in generale, sono le malattie correlate al Papillomavirus umano (HPV), responsabile delle infezioni sessualmente trasmesse più frequenti. Ne esistono oltre 120 ceppi; di questi una trentina interessa in modo particolare l'area genitale sia maschile che femminile e alcuni di questi virus sono considerati ad alto rischio per tumori: quelli 16 e 18 sono più frequentemente implicati nel carcinoma cervicale.
La sifilide è un'altra malattia molto pericolosa. È provocata dal batterio Treponema pallidum, che causa ulcere ed escoriazioni. Se non trattata, può causare danni al sistema nervoso e avere anche esiti fatali. Aumenta da 2 a 5 volte il rischio di trasmissione del virus HIV. Grazie a un test diagnostico e agli antibiotici disponibili, è oggi un'infezione controllabile.
Una delle infezioni genitali più comuni nel sesso femminile, in particolare tra le adolescenti, è la candidosi: circa il 75% delle donne ha avuto almeno un episodio nella vita. In molti casi diventa cronica e ricorrente, caratterizzata cioè da 3-5 episodi all'anno. Infezioni batteriche da Clamidia, più diffuse nelle ragazze sotto i 25 anni, fanno registrare 54 milioni di nuovi casi l'anno in tutto il mondo. Le donne appaiono più sensibili degli uomini per una maggiore estensione dell'area genitale e sono più esposte alle sue complicanze perché l'infezione decorre senza sintomi in 7 casi su 10.
La gonorrea o blenorragia invece colpisce maschi e femmine e in queste in particolare, se non trattata può avere conseguenze gravi e permanenti. Nota anche come "scolo", è una delle malattie sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Può essere asintomatica, ma può evolvere e complicarsi causando batteriemie e sterilità. Nelle donne decorre spesso in modo asintomatico mentre nei maschi i sintomi consistono soprattutto in bruciore durante l'urinazione oppure in perdite di colore bianco, giallo o verde dal pene da cui il termine "scolo".
Poi ci sono le infezioni virali da Herpes genitale, che possono colpire sia lui che lei: provocano lesioni localizzate soprattutto nell'area vulvo-vaginale, sul pene, intorno all'ano, su natiche e cosce, caratterizzate da vescicole spesso dolorose.
L'infezione da Trichomonas vaginalis, un protozoo, è molto diffusa e contagiosa: la trichomoniasi vaginale è la più frequente infezione sessualmente trasmessa al mondo. La trasmissione in genere avviene per contatto sessuale, e raramente indiretta, attraverso l'utilizzo di indumenti e oggetti contaminati. Nel maschio può decorrere in modo asintomatico mentre nella donna provoca bruciore e prurito vaginale e a volte perdite schiumose maleodoranti giallo-verdastre. E' un'infezione assai subdola che in caso di gravidanza è associata a un alto rischio di complicazioni e di parto pre-termine. Viene ritenuta favorente l'infezione da Hiv.
Infine, l'HIV, causa dell'AIDS: l'allarme non è scomparso, anzi. A torto viene ancora considerata una malattia che può colpire solo categorie particolari, come tossicodipendenti, omosessuali, prostitute. I dati invece rivelano che sempre di più i contagi riguardano persone di ogni ceto sociale e orientamento sessuale. In Italia ci sono tra i 108.000 e i 156.000 persone sieropositive e molte ancora non sanno di esserlo, perché il virus può restare latente per anni. Le donne e i giovani sono le categorie più vulnerabili. Sottoporsi al test HIV è l'unico modo per scoprire se si è stati contagiati. Fondamentale è la protezione di barriera (il preservativo) nei rapporti sessuali con partners non abituali.

Le regole della prevenzione

  • Utilizzare il preservativo. È l'unico contraccettivo che assicura una doppia barriera: nei confronti delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmesse. Va indossato prima di ogni rapporto sessuale e srotolato con delicatezza trattenendo la base con le dita. Bisogna usarlo anche in caso di rapporti orali (le ferite e le ulcere sono un lasciapassare facile per virus e batteri).  Impiegarlo correttamente. Prima dell'uso è bene sempre controllare che sia: integro, non scaduto, ben lubrificato e omogeneo nel colore e nell'aspetto. I prodotti di scorta vanno conservati in un luogo fresco, asciutto e non esposto al sole o al caldo (come il portafoglio o il cruscotto dell'auto).
  • Evitare i rapporti sessuali a rischio. Maggiore è il numero dei partner, maggiore sarà la probabilità di contagio, soprattutto se si tratta di incontri occasionali.
  • Controllare con regolarità le parti intime, anche in assenza di segni o sintomi. Abituarsi a controlli periodici può anticipare la scoperta di una MST ed evitare di diffondere l'infezione involontariamente anche al partner.
  • Curare regolarmente l'igiene intima. È importante usare prodotti specifici, non aggressivi e rispettosi del pH e dell'ecosistema vaginale. Lavarsi due volte al giorno, prima e dopo ogni rapporto sessuale, usando piccole quantità di detergente e risciacquando bene. Procedere sempre da davanti a indietro e mai viceversa, per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche dell'area genito-urinaria da parte della zona rettale. Gli assorbenti vanno cambiati ogni due ore al massimo, soprattutto se si è predisposte a frequenti infezioni.
  • Scegliere biancheria intima in fibre naturali come cotone o seta, meglio se bianca e senza bottoni, cuciture, elastici, evitare jeans seconda pelle, pantacollant, pantaloni aderenti, body che si allacciano sotto. Alcuni coloranti presenti nei tessuti possono provocare irritazioni. Le fibre sintetiche trattengono i cattivi odori e impediscono la traspirazione.
  • Non provare o scambiare costumi con altri. In negozio indossare bikini e slip da acquistare sopra la propria biancheria. Con amiche e sorelle non condividere mai biancheria intima o da bagno. In famiglia ognuno deve avere la sua biancheria, personale e da casa. Se qualcuno ha un'infezione, fare in modo che la sua biancheria non venga a contatto con quella del partner o degli altri familiari, senza evidentemente atteggiamenti maniacali che possono generale conflitti francamente spesso spropositati.

Come curarsi
Se sorge il dubbio di avere contratto un'infezione sessualmente trasmessa non bisogna perdere tempo: la tempestività della diagnosi e della cura è fondamentale. La terapia per la sifilide, l'infezione da Clamidia e da Trichomonas vaginalis  è a base di antibiotici: il trattamento del partner attuale e di quelli avuti fino a 60 giorni prima della comparsa dei sintomi è indicato per evitare ulteriori contagi. La terapia della candidosi invece è antimicotica, sia per bocca che locale (con crema, ovuli e lavande): non elimina il fungo, ma ne blocca la replicazione, pertanto l'infezione può ricomparire dopo la sospensione l'interruzione della terapia se questa non è stata completamente efficace.
Per l'infezione da Herpes virus si ricorre a farmaci antivirali: la cura non elimina il virus, né modifica il rischio, la frequenza o la severità di ricomparsa della malattia ma tuttavia allevia i sintomi in maniera determinante. Non esistono attualmente farmaci, invece, per curare l'infezione da HPV: per fortuna, nella maggior parte dei casi, l'infezione si risolve spontaneamente o è eliminata dall'organismo prima che causi problemi. Se persiste, per trattare condilomi e verruche genitali causate dalla permanenza del virus si può effettuare un trattamento locale con farmaci oppure mediante distruzione con l'applicazione del freddo (crioterapia), dell'elettrobisturi ("bruciatura") ovvero mediante vaporizzazione laser. In caso di lesioni in particolare del collo dell'utero andrà effettuata una valutazione per escludere la presenza di lesioni a rischio per il cancro della cervice: quindi pap test, colposcopia, hpv test.
In tutti i casi, il trattamento va seguito secondo le indicazioni ricevute dal medico per i tempi stabiliti: anche se i sintomi scompaiono presto, non è detto che il microorganismo sia stato debellato. Opportuno anche avvisare il partner, che deve provvedere al più presto a iniziare la terapia. Una cura non adeguata comporta un alto rischio di complicanze e forme recidivanti che tendono a ripresentarsi con intensità sempre più grave, fino a cronicizzarsi. Evitate ogni attività sessuale durante la cura: si rischia un effetto "ping pong" tra i due partner, dannoso per la salute propria e della coppia. Alla fine della cura può essere necessario effettuare un test di controllo per essere sicuri che l'infezione sia stata completamente eliminata.